La consapevolezza ha un nome: Propriocezione!

La propriocezione è la capacità di percepire il proprio corpo nello spazio. Anche a occhi chiusi.
E’ un vero e proprio senso che informa l’organismo non solo sulla posizione del corpo, ma anche sullo stato di contrazione dei muscoli. Quest’ultimo aspetto è forse il più interessante dal punto di vista del nostro benessere psico-fisico. Grazie alla consapevolezza propriocettiva infatti siamo in grado di notare i muscoli contratti inutilmente (ad es. lingua, collo, muscoli facciali). Solo prendendone coscienza, avremo la possibilità di scioglierne le tensioni.
La mancanza di propriocezione è invece all’origine di cattive posture e movimenti disfunzionali nello sport e in tutte le nostre attività quotidiane.

L’organo della sensibilità propriocettiva è la Fascia. Il sistema connettivo del nostro corpo ci protegge quindi da posizioni o da movimenti potenzialmente dannosi.

Ecco perchè occorre fare allenamento mio-fasciale e, naturalmente, tornare ad ascoltare il corpo!

Autore: Emanuela

Mi chiamo Emanuela Ghi e sono è un'insegnante di Yoga diplomata con il M° Maurizio Morelli presso la Libera Scuola di Hatha Yoga Hamsa. Sono iscritta alla YANI, Yoga Associazione Nazionale Insegnanti, nonché, come istruttore di Pilates Matwork alla FIF, Federazione Italiana Fitness con la quale ho conseguito anche la qualifica di Educatore Alimentare. Dal 2014, oltre a condurre gruppi di camminata sportiva nei principali parchi cittadini, insegno a tempo pieno Hatha Yoga, Yoga Dolce, Yoga in gravidanza, Pilates, Yoga + Pilates, Ginnastica e Stretching presso diverse scuole e centri a Milano. Le mie lezioni cercano di trarre fertili spunti anche dal mondo propriocettivo del Metodo Feldenkrais. Collaboro con le testate "Vivere lo Yoga" e "Yoga Quotidiano". Quando non insegno o pratico yoga, condivido il piacere di una vita vissuta in piena armonia e nella semplicità del momento presente con mia figlia, mio marito, la gatta Mia e alcune preziosissime amiche. Amo svegliarmi presto, camminare nella natura, leggere e stare il più possibile a piedi nudi.

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